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Press > Apertis Verbis
Turismo et altri, la Liberalizzazione delle licenze, nuova pietra filosofale.
Teseo un Eroe dei giorni nostri . . .
di Giuseppe Ravalli
Anno 1998, d.lgs. n. 114/98, parte la crociata delle liberalizzazioni, i nostri politici dicevano: dobbiamo introdurre significativi fattori di concorrenza in un settore che per molti decenni è stato pesantemente "difeso" e regolamentato, il settore del commercio fisso al dettaglio e dei servizi.
Ed io dico:" difeso? Da chi? Non mi sono mai accorto di avere un Robin Hood!
Al contrario, lo Sceriffo di Nottingham passava, passa e passerà ogni giorno ad incassare la gabella."
All'interno del decreto alla voce finalità troviamo:
a) la trasparenza del mercato, la concorrenza, la libertà di impresa e la libera circolazione delle merci;
- trasparenza?
o Cosa vogliono intendere per trasparenza? Perché senza la liberalizzazione le imprese esercitavano come un organizzazione della Carboneria? Composta da Maestri e apprendisti da baracche e vendite?
- Concorrenza?
o Prima della liberalizzazione non vi era concorrenza? E per quale motivo?
o A mio modesto avviso la concorrenza c'era e c'è tutt'oggi, solo che si tratta di concorrenza sleale. Il nostro sistema così come strutturato oggi, è come una grande centrifuga dove il tutto si mescola in barba alla regole, tutti fanno tutto, e possibilmente senza attenersi alle leggi. Quei pochi che intendono rispettare le norme, spesso si trovano in condizione d'inferiorità, rispetto a coloro che delle regole ne fanno un cartoccio per le castagne. Si tratta di una guerra tra Pirati e Corsari, solo che in questo caso quelli con il cappio al collo sono i Corsari.
- Libertà d'impresa?,
o ma non c'è l'art.41 della costituzione che sancisce la libertà d'impresa?
o Forse volevano introdurre maggiore libertà d'impresa per favorire la ripresa economica!
o Purtroppo così come siamo posizionati oggi, la liberalizzazione ha suscitato molte speranze che alla fine si sono tradotte in una bolla di disperazione. Troppe false aspettative sul facile guadagno, come se fosse così semplice attrarre flussi di clientela presso il punto vendita.
b) la tutela del consumatore, con particolare riguardo all'informazione, alla possibilita' di approvvigionamento, al servizio di prossimita', all'assortimento e alla sicurezza dei prodotti;
- Tutela del consumatore?
o Certo liberalizzare significa tutelare il consumatore, mi spiego, dare la possibilità a chiunque (senza capacità, esperienza, competenze, ma con portafoglio pieno) di aprire un punto vendita, per una qualunque tipologia di settore, significa tutelare il consumatore, non lo sapevo. Devo quindi desumere che nel nostro dizionario abbiamo un nuovo sinonimo Tutelare = Liberalizzare
- Informazione?
o ma non siamo nella sociètà della informazione Globale? Che bisogno c'era poi di liberalizzare una cosa che era già libera art.19 e 21 della costituzione!
- Prossimità? Sicurezza?
o Cosa significa? Aprire punti vendita all'infinito per essere il più vicino possibile ai cittadini? Ma come, negli utlimi anni si è verificata la situazione opposta grazie agli incentivi messi in campo per l'apertura di questi cd Non Luoghi (Centri Commerciali) dove l'ubiqua musichetta ci accompagna in ogni dove.
o Da una parte, questi mostri di cemento dove si assume personale scarsamente qualificato, (gli operai dai colletti bianchi) scarsamente pagato, privo di tutele
o dall'altra la liberalizzazione selvaggia attuata, a mio modo di vedere, con poco "granu salis" che, come un virus, ha moltiplicato i punti vendita con la conseguente erosione del bacino d'utenza
o ed ecco, che la così tanto sventolata prossimità è andata svanendo, provocando la chiusura dei piccoli negozi sotto casa. Questo fenomeno, in alcune situazioni ha prodotto abbandono, degrado e crescita della micro-criminalità. Vediamo Paesi che hanno strade completamente abbandonate, saracinesche abbassate e arrugginite.
Meno male che si voleva favorire la prossimità!
Alla luce di quanto sopra, non sarebbe meglio ripensare e approntare nuove soluzioni?
Soluzioni che, ovviamente, tengano in considerazione, da una parte le richieste di chi è preposto a Emanare nuove leggi (Parlamento) e dall'altra quelle degli imprenditori o micro-imprenditori.
A mio modesto avviso, attraverso un'azione concertata, si potrebbe sviluppare un nuovo scenario, con l'obbligatorietà di minimi requisiti per l'accesso al retail, così come di seguito evidenziato:
o Un numero di anni (almeno 3) trascorsi come operatore, accanto a personale esperto, affinché il futuro micro-imprenditore possa prendere coscienza degli aspetti organizzativi, positivi e negativi dell'attività imprenditoriale, evitando di cadere nell'abbraccio mortale di taluni Franchisor Spregiudicati che fanno leva sull'emotività e sulla notorietà per instillare, ahime! False speranze di Ricchezza!!!
o Una migliore qualificazione professionale (corsi in aula, stage, laboratori teorico-pratici, ... ovviamente banditi i corsi liofilizzati di una settimana o quindici giorni, simili a pratiche sciamaniche dove presi dall'estasi e preda di riti messianici si pretende di acquisire le abilità e l'esperienza di anni), con l'obiettivo di fornire i contenuti teorici-pratici-normativi-fiscali, e sottolineo normativo-fiscali, relativi all'ambito imprenditoriale scelto. Così facendo si otterrebbe una platea di imprenditori con migliore capacità riflessiva, ma indirettamente, una maggiore dissuasione all'ingresso nel retail, nei confronti di chi volesse accedervi per fini non meglio specificati, quali, pirateria commerciale, riciclaggio di denaro proveniente da traffici illeciti, truffe ai danni dei consumatori e conseguentemente dei wholesaler, . . .
Alla fine del percorso formativo, l'Ente Pubblico terrritorialmente competente, attraverso esami adeguatamente strutturati e gestiti da Docenti e Professionisti competenti, attesterà le abilità di base del futuro imprenditore.
Non voglio ovviamente sostituirmi al legislatore e nemmeno voglio limitare la libertà d'impresa o la concorrenza, ma la situazione odierna più che produrre benefici, a mio modesto parere, a prodotto molte storture e molte sacche di disperazione e di invidia imitativa. Soprattutto l'invidia imitativa, condita con sano (si fa per dire) internet (la nuova piazza del nozionismo senza sudore) ha convinto centinaia di migliaia di Italiani che non conviene più stare piegati sui libri, tanto ad ogni alito di vento possiamo attingere le informazioni su internet (giuste o sbagliate che siano poco importa). Praticamente negli ultimi sette anni (diffusione su larga scala della DSL) abbiamo sfornato un esercito di intellettuali sotto vuoto spinto che no sanno mettere insieme due parole su carta, però sono belli, aitanti, abbronzati, ma se gli chiedi dove sta il Canada, ti rispondono in America Latina?!?
L'insuccesso di tanti piccoli imprenditori, improvvisati, ha prodotto una lunga serie di asfissie finanziarie, lungo tutta la filiera, gettando nello sconforto nuclei familiari, o genitori che, convinti di fare del bene al proprio figlio disoccupato, hanno dilapidato la liquidazione per aprire al figlio l'agenzia di viaggi, perché va di moda e fa figo.
Fino ad oggi, questa liberalizzazione ha in gran parte favorito i Grandi Capitali, società con Brand universalmente riconosciuto, che attraverso l'incantesimo della Cornucopia e lo strumento del Franchising hanno colonizzato intere flotte di piccoli pseudo imprenditori che in realtà erano, sono e saranno sempre dipendenti del Franchisor di turno.
Attratti dal Miraggio del facile Guadagno, così come prospettato dalle Profezie dei moderni Oracoli delle grandi multinazionali, in breve tempo si sono ritrovati in un Dedalo, lastricato di trappole, debiti, paure, dove, forse, solo il buon Teseo con l'aiuto di Arianna sarebbe in grado di venirne fuori indenne.
-----Messaggio originale-----
Da: BOOKING [mailto:passioneneve@tin.it]
Inviato: venerdì 14 agosto 2009 11.35
A: 'Segreteria Turismo'
Oggetto: Liberalizzazione delle Licenze
-----Messaggio originale-----
Da: Segreteria Turismo
Inviato: lunedì 16 novembre 2009 15.04
A: passioneneve@tin.it
Oggetto: Comunicazione segreteria Ministro Brambilla
Priorità: Alta
Egregio Dr. Ravalli
La ringraziamo a nome del Ministro del Turismo, On. Michela Vittoria Brambilla, per la sua mail e per l'interessante intervento sul tema delle liberalizzazione delle licenze che ha voluto sottoporre all'attenzione del Ministro, che sarà tenuto in adeguata considerazione.
Cordiali saluti
La segreteria